Ju-Jitsu la cui traduzione suona come dolce arte o arte della morbidezza, è un'arte di combattimento che si basa sul concetto fondamentale per cui l'armonia, la morbidezza e la gentilezza possono controllare la forza.
Ci si riferisce allo spirito con cui deve essere assorbito un attacco per controllare la potenza dell'assalitore e sfruttare la stessa a suo danno.
Questo principio, racconta la leggenda, fu di Shirobei Akiama che durante un'abbondante nevicata vide come i rami di un salice si flettevano scaricandosi senza danno dal peso della neve,che aveva spezzato i rami più robusti di altri alberi.
Con i Samurai ebbe la sua massima divulgazione, per poi rimanere segregato in scuole dove i maestri erano molto gelosi della loro arte.
Nei primi anni del '900 venne introdotto in Italia ed iniziò la sua evoluzione dove ai giorni nostri, pur mantenendo ben saldo il principio di difesa della persona, si vanta di avere un aspetto agonistico d'interesse mondiale. È una disciplina adatta a tutti, non vi sono nè limiti di età nè di sesso, non esistono diversità di sorta fra i praticanti.
Il Ju-Jitsu nella sua impostazione attuale torna ad essere sintesi delle arti marziali che da esso trassero origine in passato, poichè vengono eseguite e studiate tecniche di altre discipline (Aikido, Judo e Karate).